Circa 20 mila individui hanno grandi rendite per cui possono vivere a corte dove si accaparrano pensioni e provvisioni elargite dal re, lasciando la cura delle loro terre e dei loro affari ad amministratori raramente onesti. Tutte le delusioni, le difficoltà e le non facili condizioni del tempo avevano prodotto pesanti ripercussioni sulla città: i cattivi raccolti, le scarsità alimentari, l’aumento dei prezzi e la disoccupazione si evidenziavano in modo particolare nella capitale dove trafficavano anche accaparratori e speculatori. Anche per loro era questione di vita o di morte, tanto più che alcuni nobili sposavano le tesi del terzo stato e lo sposavano, soprattutto, molti delegati del basso clero, quelli che condividevano le sorti e le condizioni dei nullatenenti. La Francia nell’ultimo trimestre del 2019 supererà la soglia psicologica del 100% del debito pubblico relazionato al Pil del Paese. Ma perché scoppiò il capovolgimento di un sistema cementato da secoli? Forse il quel momento pochi si resero conto delle conseguenze dell’autodichiarazione da parte del terzo stato di essere un’Assemblea col compito di redigere una base giuridica del tutto nuova per la Francia, sinceramente molti deputati continuavano a mostrarsi devoti all’autorità del re che col loro voto avevano però svuotato degli antichi poteri assoluti: la logica e la forza delle idee che stavano seguendo aveva ormai minato il potere del re, la rivoluzione era compiuta. Direttore responsabile: Antonio Foccillo. E anche questa era riscossa in vari modi: c’erano luoghi sottoposti a piccola gabella, altri a grande gabella, altri del tutto esenti. Non furono però formalizzati a pieno alcuni principi, ad esempio i diritti delle donne e i diritti per accedere al voto. Che si ripeterono in quel 1789, il 14 luglio, quando Camillo Desmoulins eccitò la folla perché non si rassegnasse a patire la fame: dapprima saccheggiarono le panetterie (come il Manzoni ha raccontato fosse già successo a Milano nel ‘600 al tempo del governo spagnolo), poi già che avevano cominciato passarono alle armerie, poi all’arsenale degli Invalidi e quindi si diressero alla Bastiglia. I filosofi hanno aperto loro gli occhi; pochi del terzo stato li hanno letti ma alcune nuove idee – semplificate all’essenziale – sono penetrate, hanno reso loro inaccettabile quello che avevano patito per secoli. Anche se non pubblicati i testi restano di proprietà di Lavoro Italiano. Va ricordato che in Francia al primo figlio maschio del re – destinato a succedere al padre – veniva attribuito il titolo di “delfino”. Il re convocò l’assemblea della seduta reale per il 23 e dichiarò illegali e nulle tutte le decisioni assunte dal terzo stato: annullata quindi l’Assemblea nazionale. Sarebbe bene che chi governa non lo dimenticasse mai. E questo era solo una piccola parte del tesoretto di Maria Antonietta; poi c’era tutto il resto e c’erano i tesoretti delle avide mantenute del re e il lungo elenco dei favori per chi sapeva appropriarsene. Tre giorni dopo l’assalto alla Bastiglia Luigi XVI si scomodò per tornare a Parigi: Bailly gli consegnò le chiavi della città e La Fayette gli appuntò sul cappello la coccarda tricolore. Infatti, tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018, la crescita economica francese è … Dunque al ministero finanziario francese arriva Calonne: sostenne che per sanare la situazione occorreva un sistema tributario uniforme per tutta la Francia e che le tasse le dovevano pagare proprio tutti, anche il clero, anche i nobili. Il re era convinto che solo un intervento dei regnanti stranieri suoi amici avrebbe salvato la monarchia francese. Così qualcuno diventa governatore delle carpe di sua maestà, qualcun altro capo del bicchiere della regina o capitano dei piccoli divertimenti. Furono pubblicati nuovi dati: i prestiti ammontavano a 1.646 milioni, il deficit annuale marciava a 46 milioni l’anno. Essa deve essere uguale per tutti, sia che protegga, sia che punisca. In due parole: perché era in atto una spaventosa crisi economica che nessuno voleva pagare e sapeva arginare e che i due ceti fino allora dominanti – la nobiltà e l’alto clero – volevano gravasse sulle spalle del terzo ceto che comprendeva la massa di tutti gli altri cittadini. Ma i deputati del terzo stato disobbedirono: “la nazione riunita non riceve ordini”, “l’assemblea dei rappresentanti della nazione ha carattere inviolabile”. Il quale ebbe l’idea di fare della grande impresa di Versailles una mostra campionaria delle attività produttive francesi e nazionalizzò tutte le aziende che vi lavoravano; per riempire la lunga galleria degli specchi fece arrivare maestranze da Venezia che deteneva i segreti della lavorazione del vetro. E allora il popolo prese in mano la situazione e in un breve lasso di tempo capovolse l’ordinamento costituzionale dello Stato assumendosene tutte le conseguenze, formulò una nuova Costituzione e dettò nuove leggi. Ma a questo si oppose il parlamento di Parigi. Era una vecchia fortezza adibita a prigione con pochi detenuti e poca guarnigione. Il capoluogo del Delfinato (ora diviso in tre dipartimenti) è Grenoble. L’Assemblea costituente è invece un organo deliberativo che fonda la sua autorità sulla nazione dalla quale deriva il compito di legiferare, a cominciare dal dargli una nuova base costituzionale. A quel punto il terzo stato di autopromosse ad Assemblea costituente. Nel 1763 si tornò a trattare: la Francia fu costretta a cedere a Londra l’Acadia, il Canada e l’estuario del San Lorenzo, numerose isole delle Antille, il Senegal e quasi tutti i possessi che deteneva in India. Il re invece non fuggiva ma non si rendeva ancora conto che il mondo era cambiato e non accettava il consiglio di Mirabeau che lo invitava ad accettare la formula della “monarchia temperata” e l’alleanza col terzo stato che gli avrebbe permesso di ristabilire la sua autorità e di tenere a freno le tendenze estremiste. Nel 1561 risulta proprietà di Marziale de Loménie che la ingrandì ma che non ne potette godere perché venne assassinato durante la famosa notte di San Bartolomeo. Oltre al danno fu un grave affronto; Parigi allora cercò l’alleanza di Vienna e siccome Austria e Germania erano in lite per il predominio su alcuni Stati tedeschi si vennero a formare due schieramenti: con Francia e Austria si allearono la Russia, la Sassonia, la Svezia, la Spagna, sull’altro fonte si schierarono Prussia e Hannover. Al tempo di Luigi XVI, nel 1789, la Francia fu sconvolta da una violenta rivoluzione. Si cominciò con una cerimonia religiosa seguita da una seconda cerimonia civile. Così Luigi XVI si decise: il 5 luglio 1788 promulgò il decreto per la convocazione della consultazione elettorale per arrivare alla riunione degli Stati Generali; il decreto, tra l’altro, diceva che tutti gli studiosi e le persone istruite del regno, in particolare i membri delle accademie di Parigi, rivolgessero al signor Guardasigilli studi, informazioni e memorie sugli argomenti contenuti nel decreto. Nel 1349 il regnante di questa regione la cedette a Carlo, nipote del Luigi che regnava allora, come appannaggio personale e a condizione che quel possesso passasse poi al primogenito successivo destinato al trono. Eletto deputato per lo stato dei nobili ma aveva sempre sostenuto la votazione per testa invece che per ordine, accattivandosi le simpatie del terzo stato. Si diceva: ogni volta che il re crea un ufficio, Dio crea un imbecille che lo acquista. Dati - Previsioni - Calendario - - INDICATORI ECONOMICI - IT - TRADINGECONOMICS.COM - 12/12/2020 Tutto quello che verrà dopo sarà l’aggrovigliato e violento crescere e assestarsi della Repubblica. Il basso clero, quello che vive tra i villani, ne condivide anche la povertà, le tribolazioni e le agitazioni. La Costituzione vera e propria fu scritta due anni più tardi e proclamò la Francia una monarchia limitata: Luigi XVI, “per grazia di Dio e per Costituzione dello Stato è re di Francia” e i tre poteri dello Stato devono essere esercitati divisi. Insomma un’arma temibile, contestata duramente dall’Assemblea degli Stati Generali, cui però Luigi XVI, parlando alla sessione del 23 giugno non volle assolutamente rinunciare: era uno strumento troppo utile e uno dei simboli più eclatanti del suo potere assoluto. Per uno stato avere un regolare debito pubblico va bene, ed il debito pubblico dovrebbe essere in rapporto alla sua economia ed alla sua forza. L’opinione pubblica non poteva che essere diffidente e allarmarsi per qualsiasi voce – vera o falsa che fosse – che si diffondeva per le strade. Lo mantenne il giorno dopo: la carrozza reale fu accolta dai popolani che reggevano sulle picche le teste delle sentinelle della reggia. Lo comunica la Banca d’Italia, precisando che l‘aumento del […] Era la jacquerie: era già successo nel lontano 1358; nella regione dell’Oise erano state distrutte alcune residenze signorili e uccisi i loro proprietari. Direzione e Amministrazione: Via Lucullo, 6 - 00187 Roma Si discusse e ridiscusse per settimane sempre sul modo di votare poi il terzo stato ruppe gli indugi e decise di procedere da solo e il 17 giugno, su proposta (pare) di Sieyès, si autoproclamò Assemblea nazionale, poiché da solo aveva la rappresentanza del 95 per cento della popolazione. ... Venerdì 28 Giugno 2019. 1. Insomma un grande mercato. PIL, deficit e debito pubblico Francia. Tutti i diritti sono riservati. Ma il terzo stato non si sciolse: il 20 giugno occupò una grande sala dove di solito si giocava a pallacorda e tutti insieme giurarono di non sciogliere la loro assemblea finché non avessero ottenuto una nuova Costituzione. E ciò gli fu contestato quando il Senato nel 1814 pronunciò la sua deposizione. Nessun uomo può essere accusato, arrestato o detenuto se non nei casi determinati dalla Legge e secondo le forme prescritte. Anche solo prendere in mano una supplica e farla arrivare sulla scrivania del re è fonte di guadagno, far sapere che una ragazza con dote cerca marito procura una bustarella, segnalare un abuso dà diritto ad una cospicua ricompensa. Si temeva che avrebbero rubato il grano appena raccolto. Autorizzazione tribunale di Roma del 16-11-1984 n. 402 Debito pubblico e crescita economica. Una volta innescata, la rivoluzione si sviluppò lungo un intero decennio attraverso varie fasi molto turbolenti: la costituente che tolse il potere al re e lo consegnò al popolo, la legislativa, la convenzione, il direttorio, il consolato. Comincia a ribollire anche tra i diseredati la convinzione che si possa, che si debba cambiare. O potevano arrivare la giustizia signorile o quella ecclesiastica, ognuna con le sue competenze, i suoi tribunali e le sue pene. Una delle voci di spesa più gravose per il governo di Luigi XVI era la corte, cioè il complesso di Versailles. La Legge è l’espressione della volontà generale. Ne erano autori i contadini esasperati che i nobili chiamavano ironicamente “Giacomino buonuomo”. Oltre alle tasse gravavano sui lavoratori anche alcune corvées: per il re (strade e difesa), per il padrone (censo e banalità) e per il clero (la decima). Nel X secolo in questo territorio si erano insediati i monaci che ne coltivavano le terre. Si disse che quei soldati avevano insultato il tricolore. Sotto Luigi XV il prestigio reale era molto calato, sia per la sua condotta personale sia per lo spadroneggiare delle due maggiori favorite del re: la signora Pompadour prima e la signora Du Barry poi. Specula sui titoli del tesoro francese ed inglese, sul mercato dei cereali e presta denaro al governo di Luigi XVI. Un secolo dopo il Delfinato venne inglobato nel territorio francese ma il titolo rimase. Tutti gli altri vivono sulle loro proprietà esigendo prestazioni e diritti feudali. Nessuna paura, si diceva, i re francesi erano sempre sopravvissuti a bancarotte e debiti; tuttavia ora si era diffusa una grande sfiducia verso i Paesi dominanti, era diventato difficile trovare crediti. Ma i borghesi del terzo stato ebbero più di un motivo per temere quell’ondata di rabbia popolare, temevano i disordini e l’anarchia. Debito pubblico raddoppiato in Italia dal 2000 e la Spagna l’ha quadruplicato ... Rispetto al 2019, un incremento di ben 190 miliardi. “Gli archivi ci trasmettono un’atmosfera di eccitazione incontenibile che si trasforma in febbre elettorale, un enorme rito collettivo e un trionfo mediatico. Le procedure erano lente, inadeguate, crudeli: ancora in uso la tortura. L’obiettivo era il sacrario militare dell’Hotel des invalides dove trovarono fucili ma non munizioni, quindi passarono all’Arsenale dove trovarono anche dei cannoni. Solo tre Stati, tra cui l‘Italia, l’hanno visto aumentare. Le erano semmai mancate quelle riforme che in altri Paesi – guidati da sovrani più attenti e ministri più ascoltati – erano state fatte ed erano riuscite a soddisfare le nuove esigenze e incanalare gli eventuali malcontenti. Francia, il debito pubblico è salito a 2.358,9 miliardi Il debito del primo trimestre risulta aumentato di 43,6 miliardi rispetto a fine 2018, quando era al 98,4% del pil. Poco dopo morì la zarina Elisabetta e il suo successore, Pietro III, preferì far cessare ogni ostilità. 6. Ha scritto Roberto Moro che “le risposte furono una valanga: la campagna elettorale nel senso moderno della parola, era cominciata; un oceano di documenti: più di ventimila pamphlet, discorsi, avvisi riflessioni, appelli, rimostranze, 63 mila cahier de doléance, una montagna di processi verbali, circolari, regolamenti, decreti applicativi”. Luigi XIV si era sposato con Maria Teresa d’Austria, ebbe due figli maschi che non poterono succedergli perché morirono prima di lui; né poté salire al trono uno dei suoi nipoti: due morirono prima di lui, il terzo fu eletto re di Spagna col nome di Filippo V. Non restava che un maschietto, figlio del delfino: divenne re di Francia col nome di Luigi XV e sposò la polacca Maria Lesczynska. Nel preambolo fu scritto che si trattava di “diritti naturali, inalienabili e sacri”, che dovevano guidare i cittadini nei “loro diritti e nei loro doveri” che ne avrebbero tratto “maggior rispetto gli atti del potere legislativo e quelli del potere esecutivo” e fondamento “i reclami dei cittadini”: 1. In occasione della ricorrenza del 14 luglio 1789 quando a Parigi scoppiò la prima scintilla di violenza dando inizio ad un incendio civile che durò un decennio e mozzò la testa a quasi sedicimila seicento persone (il 60 per cento operai e contadini, il 25 borghesi) ripercorriamo le cause della famosa rivoluzione e i primi atti che valsero a stravolgere un sistema di governo monarchico in auge da secoli ma ormai vetusto: incapace di capire la società del tutto nuova che era germinata, di imbrigliarne le spese e ancor meno di reggere un popolo che aveva preso coscienza dei propri diritti e più non accettava di essere guidato come un gregge. I successori continuarono allo stesso ritmo. Una rivoluzione che ci ha lasciato una bella Dichiarazione dei diritti dei cittadini ma anche un brutto esempio di populismo. 4. In due mesi del saggio di Sieyès ne furono vendute 30 mila copie. In questa bollente vigilia piena di aspettative e di incognite, il re accelerò i tempi e convocò per il 5 maggio 1879 quegli Stati Generali che non si riunivano da 175 anni e, licenziato il ministro delle finanze de Brienne, richiamò al ministero Jacques Necker, nominandolo direttore del tesoro e delle finanze. La Francia di nuovo sotto i riflettori. Ma c’era un altro protagonista di cui si era tenuto poco conto, il popolo della capitale. Gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti. La tassa più odiata era però la taglia e per evitare che aumentasse i piccoli proprietari evitavano di migliorare le condizioni delle case, delle colture e degli allevamenti. Pernottarono davanti ai cancelli ma la mattina dopo massacrarono le guardie e invasero il territorio della reggia. Nessun corpo o individuo può esercitare un’autorità che non emani espressamente da essa. Per farsi ascoltare, nel 1781 Necker pubblicò il bilancio dello Stato: 503 milioni di livres di entrate contro 629 milioni di uscite, di cui gli interessi sul debito pubblico, fortemente sottostimato, era di 318 milioni. Lì vicino si sarebbe d’ora in poi riunita anche l’Assemblea costituente. Nel 2019 il deficit pubblico italiano è stato pari all’1,6 per cento del PIL, il valore più basso dal 2007 a oggi. Jacques Levron ha raccontato parecchi particolari sulla vita che si svolgeva in quella mega reggia: la vita era estremamente cara, per vivere nel lusso si consumano ogni giorno somme enormi: bisogna possedere servitù, carrozze, cavalli, abiti alla moda. Descrizione: La mappa visualizzata qui mostra come Debito pubblico varia in base al paese. L’industria del lusso delle manifatture reali tirava forte: drapperie, seterie, vetrerie, porcellane, ecc. Il loro ideale era una monarchia costituzionale, di tipo inglese, attenta ai loro interessi e capace di guidare l’economia della nazione. La sua permanenza al Tesoro coincise con alcuni degli anni più critici della storia dell’Italia contemporanea. Debito pubblico, ora la Francia ci supera: il suo è il quarto più grande del mondo. Sarebbe bastava una scintilla per farle esplodere. Luigi si accasò alle Tuilleries che era la residenza del re nella capitale; palazzo fatto costruire da Caterina de Medici col tetto coperto di tegole (tuilleries, appunto). La Francia ha registrato l’incremento percentuale del debito più alto dal 2007, ma l’Italia ne vanta uno pari a 131,8% Il mondo non era mai stato così indebitato come in questo momento storico. Tutti i cittadini, essendo uguali ai suoi occhi, sono ugualmente ammissibili a tutte le dignità, posti ed impieghi pubblici secondo le loro capacità e senza altra distinzione che quella delle loro virtù e dei loro talenti. A questa data la rivoluzione è ormai compiuta. E anche per alcuni insuccessi in politica estera. Ma la ricchezza è in mano solo all’alto clero, tutto di origine nobiliare, composto in gran numero dai figli cadetti che non hanno diritto all’eredità paterna. Tali limiti possono essere determinati solo dalla Legge. Con la buona stagione si riusciva a compiere anche 100 chilometri al giorno: in media occorrevano 8 giorni per la tratta Parigi-Masiglia, 5 per Lione, 3 per Bruxelles. La Francia che sta un po peggio ha un debito pubblico … 11. Quando si era cominciato a parlare degli Stati Generali aveva posto il problema di come dare, in quella Assemblea, il giusto peso alla cittadinanza parigina; si era consultato con alcuni giuristi e aveva redatto un memoriale da presentare al re in cui chiedeva la restituzione alla città degli antichi diritti elettivi per una congrua elezione di deputati della capitale e poche settimane prima dell’apertura degli Stati Generali il re pubblicò alcuni decreti per disciplinare le elezioni dei parigini. La libera manifestazione dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti più preziosi dell’uomo; ogni cittadino può dunque parlare, scrivere, stampare liberamente, salvo a rispondere dell’abuso di questa libertà nei casi determinati dalla Legge. In teoria dovevano gravare su tutti, in pratica gravavano su chi già pagava la taglia. Fu ascoltato il parere di de Brienne che propose una nuova imposta sui latifondi, la liberalizzazione del commercio interno e la redenzione delle corvée. Questi diritti sono la libertà, la proprietà, la sicurezza e la resistenza all’oppressore. Solo che in seguito Napoleone le riesumò, almeno in parte. IVA 03970540963, E se Macron non se la passa meglio della britannica May, tra il caso (non ancora terminato) Benalla e gli scontri con i gilet gialli, anche il governo di Parigi si ritrova a dover affrontare un. La responsabilità dei contenuti è sempre a carico degli autori. La corte non aveva approvato e il re l’aveva sospeso di nuovo e poi quasi subito riassunto ascoltando le proteste dei popolari. Bailly si dovette occupare da subito degli approvvigionamenti alimentari per la città, la Fayette di organizzare la Guardia ed istituire un corpo di polizia per Parigi. L’ordine riportato a Parigi non servì d’esempio perché in giro per il contado si sviluppò un’ondata di jacquerie: si viveva un clima di incertezza e confusione, di aspettative e di voglia di fare, anche se non sempre si sapeva bene cosa fare, una specie di psicosi collettiva che poi fu chiamata grande peur. Il re stabilì l’inizio dell’Assemblea per il 5 maggio 1789. La scintilla fu il deficit pubblico. Fatta 100 l’inflazione francese del 1789, cinque anni dopo era salita a 180 e dopo altri quattro mesi si era impennata a 340. Di fatto il rapporto debito-PIL dei Paesi del mondo è aumentato negli ultimi anni, poiché i governi si stanno avvantaggiando dei tassi di interesse bassi rispetto alla media storica per accumulare debito a buon mercato prima dell’inevitabile incremento dei tassi.. Ecco i diciassette paesi con il debito pubblico più elevato. L’effervescenza della città si era già gonfiata allorché il re aveva licenziato il ministro Necker colpevole di aver reso pubblico il bilancio dello Stato e aveva ammassato truppe vicino a Versailles: fu in quell’occasione che si ebbero i primi atti violenti del popolo. L’idea che solo gli Stati Generali avrebbero potuto decidere una soluzione alla questione dell’ormai non più sopportabile debito pubblico cominciò a farsi strada e nel dicembre 1787 il re promise di convocarli entro cinque anni. Allora il re tagliò corto e con un decreto datato 27 novembre annunciò la convocazione imminente degli Stati Generali, garantendo il numero doppio dei dele gati del terzo stato. Nonostante tanti cittadini alla fame le spese della corte per mantenere il proprio fasto, le feste, i regali, le provvigioni e le pensioni ai cortigiani ammontavano a 38 milioni. Si sentiva parlare di sollevazioni, di disordini, di gente armata e di assassini sguinzagliati forse dai nobili e dal re. Si calcola che nell’intero periodo siano perite 300 mila persone. I parigini non lo sopportarono: il 5 ottobre una colonna di cittadini, scortata da qualche pezzo della Guardia nazionale e capeggiata da un forte contingente di donne (forse cinquemila) marciò verso Versailles. Francia, rapporto debito/pil al 100,4% a fine settembre +39,6 miliardi rispetto al trimestre precedente. Insomma sfiducia. Era una fortezza che serviva da prigione per il detenuti politici: Luigi XIV ne aveva fatto un grande uso, soprattutto mediante le famigerate lettres de cachet; Luigi XVI invece ci aveva rinchiuso ben poca gente. Fu un atto che suscitò stupore perché era un evidente gesto di insubordinazione. Risultarono eletti: 303 delegati del clero (51 erano vescovi), 291 delegati dei nobili in rappresentanza di circa 400 mila titolari di un quarto di territorio su cui potevano imporre diritti feudali e 610 membri del terzo stato che rappresentavano il restante 95 per cento (o forse più) della popolazione; tra questi c’erano avvocati e pubblici ufficiali, un terzo erano impegnati in attività commerciali o industriali, molti possedevano vaste tenute agricole. ... che solo gli Stati Generali avrebbero potuto decidere una soluzione alla questione dell’ormai non più sopportabile debito pubblico cominciò a farsi strada e nel dicembre 1787 il re promise di convocarli entro cinque anni. La maggioranza degli individui del terzo stato è però legata alla terra: piccoli e piccolissimi proprietari o lavoratori che hanno in affitto la terra altrui o mezzadri; e poi la massa, calcolata in più di un milione di individui, che vive ancora in condizione bracciantile semi-servile. I francesi nel 1789 erano tra i 25 e i 26 milioni di persone, divise e appartenenti a tre gruppi diversi, chiamati stati (o ceti o ordini o classi sociali). Ma sembrò subito che sia il re che l’Assemblea fossero prigionieri della plebe parigina. La ricchezza della nobiltà è soprattutto terriera ma vivendo a corte hanno dovuto affidarla a uomini d’affari non sempre onesti che versano con molta irregolarità gli affitti e le rendite. Le teorie degli illuministi erano state messe in pratica, la tradizione monarchica archiviata. Danno un reddito mediocre ma creano privilegi onorifici, prestigio, esenzione dall’imposta feudale, in qualche caso consentono di arrivare alla nobiltà di toga e magari di contrarre un lucroso matrimonio. Finché Luigi XIV costruì per sé e la propria famiglia attinse ai fondi del proprio appannaggio (stabilito dal governo) e dalle rendite della colonia del Canada (sulle quali il Parlamento non aveva il controllo). La monarchia ha sottratto loro la funzione politica ma ne ha rafforzato le condizioni di privilegio sui loro soggetti; per loro sono disponibili le carche militari e politiche.